Randonnée delle Foglie Morte

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Domenica scorsa, 25 ottobre, un gruppetto di umani propulsori reclinati ha partecipato alla Randonnée delle Foglie Morte. Il nostro socio e segretario Marco Spada ci propone un diario personale dell'evento e dell'intera giornata pedalante che pubblichiamo volentieri a inaugurazione della sezione "Viaggiare".


Randonneurs reclinati

Mi sveglio alle 5 e mezza! che, grazie al benevolo effetto del cambio dell'ora, in realtà per me erano le 6 e mezza (capirai!). Parto di casa alle 7, è una giornata tersa, di sole e... fa un freddo cane! Lasciando Biella si scende, in ogni direzione tranne verso le Alpi a Nord: cosa fai quando hai freddo in discesa? vai forte!

Comincio a scaldarmi solo alle prime salitelle dopo Cossato, ma ormai ho preso il ritmo... insomma dopo un'oretta passo già il Sesia e, allo scoccare delle 2 ore, entro puntualissimo in stazione a Novara.

Anche il treno di Mr. Chairman Paolo B. (che per l'occasione sfoggia 2 cerchioni e copertoni nuovi piuttosto sensuali) è in orario e, sbocconcellando il mio secondo paninetto, lo seguo verso il Ticino. Al secondo paese, Galliate, dobbiamo piegare un po' a sinistra per poi passare il fiume a Turbigo, ma proseguiamo diritto perché il GPS presidenziale tace. Presto scopriamo che, essendo il silenzio causato da latitanza del satellite, siamo, come sospettavo, fuori strada. Il GPS aiuta almeno e recuperare la rotta, ma abbiamo perso un po' di tempo, e i km che ci separano dalla partenza della RANDO, in buona parte a salire, dobbiamo farli a passo di carica per arrivare entro l'orario di partenza. Arriviamo a Cascina Costa (VA), sede della Àgusta (elicotteri), a 2 passi da Malpensa, giusto in tempo.

Ci iscriviamo di corsa e finalmente abbiamo il piacere di salutare Erminio ed Emilio che ci aspettavano, e possiamo partire per il percorso di 50 km. Gli altri reclinati che fanno il percorso di 100 km -- Giovannone(VI), Paolo M.(TO), Daniele(Abbiategrasso) ed Enrico A.(MI) -- sono già partiti da un po'. Noi, un po' per la tirata, un po' perché chiccelofafare (a questo punto la giornata è gradevolmente assolata e la temperatura mite), ci stabilizziamo presto su andatura turistica. Presto Emilio è costretto a fermarsi, perché il movimento della sua Galaxy si è allentato, e decide di rientrare. Proseguiamo in 3, con spirito da scampagnata e scarsissima attenzione al tracciato da seguire, peraltro ottimamente segnalato sia a terra che su carta, perdendolo più volte. Arriviamo comunque al controllo dove sostiamo il tempo di timbrare e via.

Dopo un'altra freccia mancata (!), mentre fiancheggiamo piste d'atterraggio di Malpensa, raggiungiamo un Emilio sconsolato che spinge la Galaxy col movimento bloccato. Ci consultiamo rapidamente e decidiamo di trainarlo a turno per i 2 km rimanenti.

Tornati alla base, ci sediamo a rifocillarci al sole con la pasta, tortina, pane&marmellata forniti dall'organizzazione, mentre le bent attirano la curiosità e le domande di vari curiosi, ciclisti e non. In quella arrivano al traguardo anche Giovanni, Paolo M. e Daniele (cui va il nostro ringraziamento per la bottiglia di bonarda condivisa) seguiti a breve da Enrico che era partito dopo. Si stava proprio bene sul praticello della cascina, ma il sole iniziava già a calare (ecco dove hanno preso quell'ora!) e, dopo una foto ricordo e gli arrivederci, verso le 15 inizia il rientro.

Paolo B., Paolo M. ed io siamo gli unici a farlo a PU (propulsione umana!, n.d.r.). Io però stavolta non li accompagno in stazione a Novara, perché mi allungherebbe la strada, e le mie gambe dicono chiaramente che ne hanno a sufficienza solo per la via più breve. Salutati così i '2 PAOLI', passo il Ticino a Oleggio e dirigo verso le Colline Novaresi: il prezzo da pagare per i km in meno. Se all'andata le ondulazioni delle Baragge in zona Rovasenda erano a scendere, ora sembrano decisamente salite impervie. Finisco l'ultimo falsopiano a salire (il regolare bentornato a Biella: se all'andata si scende... ), intorno ai 16 all'ora! Nonostante questo, sono a casa alle 18, all'imbrunire.

Come prevedevo, è stato come se avessi coperto il percorso più lungo della randonnée (200 km), ma distribuito lungo una piacevole giornata, in cui non ho dovuto usare nessun mezzo che non fosse mosso dalle mie gambe. Queste, però, mi hanno inviato un chiaro messaggio, che di operazioni del genere in questa stagione ne ho fatte abbastanza, e che ora un po' di riposo (inteso come attività più leggera!) è non solo necessario, ma anche, direi, meritato.